mercoledì, 14 gennaio 2009

Non c'è altro

Stanchezza lacrime dolore
non c'è altro.
Non sento altro.

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categoria: vita, blog, poesie di poesia
martedì, 02 dicembre 2008

Senza più parole

In questo mattino di freddo
il mio fiato diventa nebbia,
si ghiaccia il desiderio di dire.

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categoria: riflessioni, vita, lacrime, blog, speranze, delusione, decisioni, quasipoesia, poesie di poesia
venerdì, 28 novembre 2008

Pescatore di numeri

Una parola ha il suo colore
non puoi sentirlo, devi vederlo.
Tu provi a catturarlo
col tuo retino
da pescatore di numeri,
ma una parola non è
un numero.
Non sempre torna
non sempre è divisibile
non puoi sempre sommarla
o sottrarla
non sempre è esatta.
Non è certa una parola
non è sicura come un numero,
a volte trema o sussurra.
Tu, Pescatore, hai troppi buchi
nel retino e negli occhi,
il suo colore non lo coglierai.


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categoria: riflessioni, vita, blog, delusione, quasipoesia, non amore, poesie di poesia
venerdì, 31 ottobre 2008

Quella è la mia meta

Prendo lo scalpello e scavo nella forma
che è informe di sua natura;
la guardo cercando qual'è il punto
migliore per cominciare a scalfire
quanto di inutile c'è e rimango
assorta, c'è molto da lavorare.
Le ore passano la forma non è più
la stessa, il mio passaggio ha lasciato
tracce visibili su lei e intorno.
Rileggo da capo, taglio e tolgo ancora
e ancora, barocche parole che sanno
di arzigogoli inutili, belle solo a vederle,
pesanti per arrivare all'essenza.
Quella è la mia meta, come un albero
che è solo un albero, per esserlo
ha bisogno di un tronco e di rami,
non sempre servono foglie, fiori
e frutta che spesso sono un'orpello.
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giovedì, 16 ottobre 2008

Parole

Parole ammucchiate come panni
da stirare che non hai voglia di metterti
a farlo, aspetti e il mucchio arriva
al tetto. Parole che sanno di trito, che
si annoiano da sole a starsi a sentire,
che si guardano e si spengono al
solo vedersi. Parole scritte da mani
convinte, che leggo e penso al motivo
per il quale si è fatta la fatica di
farle nascere che era meglio lasciarle
dov'erano. Parole parlate da bocche
che sanno, le ascolto e mi chiedo se
il pensiero che le ha partorite sa
il danno ha fatto. Parole non dette,
rimaste nel guscio, che hanno paura
di prendere il volo, che tremano in
mani sporche di grasso.
Parole,
armi e dolcetti, coltelli e fioretti,
rime e assonanze, baciate e alternate,
parole che scrivo, che leggo, che dico,
parole che infilo, che penso e che invio. 
 
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