lunedì, 29 giugno 2009

Un corpo sparso

I piedi e il cuore
sono troppo lontani
per riuscire a scambiarsi
parole sensate.
Lo stomaco e il cuore
sono troppo vicini
per non farsi danni
a vicenda.
Piedi, cuore, stomaco:
pezzi di un corpo
sparso su una strada
bruciata dal sole.

lunedì, 18 maggio 2009

Atto l

 

Un giorno qualunque. E’ mattino, presto. Una donna è nella cucina di casa sua, seduta su una sedia di plastica blu con i profili in metallo lucido, di fronte a lei c’è un’altra sedia. Non ha dormito. Ha l’aria stanca. Indossa una tuta di ciniglia color azzurro-cielo. Non ha le scarpe ai piedi, ma solo un paio di calze bianche. Ha circa cinquant’anni, è magra, alta, i suoi lineamenti sono induriti e portano i segni di una bellezza classica, oggi sfiorita. Ha i capelli neri mescolati a fili bianchi trattenuti da due forcine in una crocchia disfatta. La donna fissa con intensità la sedia vuota che le sta davanti, come se qualcuno ci fosse seduto sopra.

“Credi che se mi concentrassi potrebbe accadere? Se ripensassi intensamente a me com’ero quel giorno, a quel mattino di luglio, a com’ero vestita, a cosa pensavo, credi che potrebbe succedere?”

Chiude gli occhi. Li riapre. 

 

“E se invece fosse sufficiente addormentarmi? Forse tutto questo è soltanto un sogno. Se dormissi sarebbe  possibile che al risveglio fosse di nuovo il luglio di trent’anni fa? Ma come faccio a dormire, non ci riesco. Ho paura di rifare ancora quel sogno. Quella casa grande, col tetto che crolla e io che tremo per il terrore e prego di non morire. Se solo ci fosse il modo di dormire e basta.”

 

Si alza, cammina avanti e indietro contorcendosi le mani.

Suona il telefono. La donna lo fissa ostile. Poi lo ignora. Il trillo continua per qualche secondo, infine ritorna il silenzio.       

martedì, 12 maggio 2009

Voglio essere Gatto

Guardiano del tetto,
guardo il sole
ad occhi chiusi.
Il possesso
annoia me
e le vibrisse vigili.
Il pranzo e la cena
hanno un prezzo
da pagare.
Sono un frammento
di natura, senza
padroni del mio prato.

martedì, 21 aprile 2009

Rivolto verso il muro

Se vuoi sbarazzarti di ciò che è falso e ritornare a ciò che è vero,
concentrati e acquieta la tua mente meditando rivolto verso il muro.
Sé ed altro, l'ottenebrato e il santo, sono tutti in uno.
Bodhidharma

Sono in un momento di vuoto, ho bisogno di una pausa, vi abbraccio tutti

giovedì, 16 aprile 2009

Madre Luna

Parlarti è facile
mi guardi immobile,
la faccia uguale
da mille anni.
Tendo la voce
ché arrivi alta,
in mezzo ai gridi
di molte anime.
Con gli occhi aperti
scruto la via
detta di latte,
ma sembra pece.
Ti prego oggi,
ascolta Madre,
il mio lamento
di donna fragile.
Raccogli i gemiti
del cuore stanco
fanne un panino
gettalo ai cani.

venerdì, 10 aprile 2009

Silenzio

lunedì, 06 aprile 2009

L'arena

I passeri sono azzittiti,
il cane si accuccia;
l’arena ci stringe,
tremante.
Incrociamo le spade
e le braccia,
gli occhi si fanno
fessura.
I denti battono,
le ferite sanguinano;
il ricordo comune
confonde.
Misuriamo i danni

in ginocchio,
è più facile uccidere
che accarezzare.


La situazione in Abruzzo sta diventando sempre più tragica, per le ultime notizie leggete qui

mercoledì, 01 aprile 2009

Potessi piangere

Lo zaino, pesante
dell’esperienza,
vomita fantasmi
conosciuti.
La preghiera
fluttua
tra terra e cielo,
disattesa.
Il sorriso fiorito
dei peschi
mi bagna gli occhi,
asciutti.
Potessi piangere.

lunedì, 09 marzo 2009

L'uomo piccolo

L’uomo piccolo
ha i sogni di plexiglass.
Suda poco.
Le mani
non hanno
i calli;
gli occhi
non sono
di fumo;
la voce
non ha
la tosse.
Non conosce
il buio
e la piccozza;
la notte dorme,
senza incubi
e mostri.
La sua via
non prende
i rischi
e le svolte.
E’ il lamento,
non la lotta.
Resta nano:
mima
i giganti.

sabato, 07 marzo 2009

Una mimosa per te

 

Un rametto per ognuna di noi...e una poesia, ovviamente ma di Montale, per questa giornata a tutte noi dedicata...

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le pietraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma...

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